Domenica 16 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

È interessante come la “buona novella” del Battista, secondo Luca, contenga il “fuoco inestinguibile”; l’Evangelista della misericordia e del perdono comincia il proprio Vangelo con una scena di Giudizio e selezione.

Giudizio e carità sembrano gli estremi della predicazione del Vangelo: una carità quotidiana per evitare un giudizio definitivo, senza appello… Un giudizio sulla qualità della vita: (essere) grano o pula.

La bontà e misericordia di Dio non sono indifferenza e qualunquismo, ma il giusto riconoscimento della qualità del vivere umano: un vivere semplice, mite e compassionevole, secondo lo stile stesso di Dio.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 9 dicembre

Sul Vangelo di oggi

Luca vuole essere preciso, non parlare per sentito dire ma dare notizie e informazioni attendibili, visto che il Vangelo è una questione di fatti e non di idee; è storia e non racconto/mito.

Il Battista, come anche poi Gesù, chiede e reclama un cambio di vita da parte delle singole persone: è araldo di conversione, non di rivoluzione; il problema non è là società ma il singolo.

A tema non è l’ingiustizia (sociale) ma il peccato (individuale), non è la storia (umana) ma la vita (individuale): per questo Dio si è fatto “un” uomo (soltanto).

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d. Paolo Gherri
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Domenica 2 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Nel linguaggio apocalittico non è tutta ‘forma’: c’è anche una sostanza, oscura nel modo ma chiara nel contenuto.

Viviamo nella storia ma non per la storia, e alla storia sopravviveremo se non ci lasceremo intrappolare da nessuna immediatezza.

La vita umana è un cammino verso un incontro decisivo: chi si ferma al bar o al luna park potrebbe mancare l’appuntamento.

Domenica 25 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Gesù è “RE” ma non “dei Giudei”, che lo vogliono morto. Il suo regno non è di questo mondo, non confligge coi domìni e poteri umani, ma ne svela l’inganno (=la non verità) rendendoli vani.

Gesù lega la propria regalità alla verità di cui è –e deve essere testimone–: è davvero sovrano chi SERVE la verità con la propria esistenza, senza recedere innanzi al c.d. potere.

Il dialogo con Pilato è ancora attualissimo: quale regalità o sovranità cerchiamo? In che cosa ci sentiamo appagati e realizzati? Che cosa cerchiamo e cosa sfuggiamo? Siamo “Re” o “schiavi”?

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d. Paolo Gherri
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Domenica 18 novembre

Sul Vangelo di oggi:

C’è una dimensione della predicazione di Gesù che da vari decenni è stata messa a tacere: il futuro, il ‘dopo’. Le doverose attenzioni “umanistiche” dell’epoca (post)conciliare le hanno spente completamente.

L’orizzonte in cui vedersi e comprendersi non esiste più: ci siamo solo noi… il resto non lo vediamo più. Un “noi” soltanto umano, intra-storico… ormai quasi soltanto “sociale”; un “noi” di fatto assente nel Vangelo(!)

Eppure Gesù rimanda con forza a quel ‘dopo’ e lo rende il fulcro, lo snodo, su cui far ruotare l’intero presente… in una tensione che a noi ormai manca del tutto… anche a livello spirituale.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 11 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Quello che Gesù propone e chiede senza sosta è un rinnovato rapporto con Dio: un rapporto che deve essere autentico poiché attraversa la persona nella sua interezza.

Occorre passare dal religioso allo spirituale: dall’ossequio alla dedizione, dal dare cose al dare se stessi… come la vedova povera… come Gesù stesso.

Sarà SOLO così, però, che il Vangelo porterà novità nella vita umana; farà la differenza. Solo così la fede non sarà misticismo o formalismo sociale o superstizioso.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 4 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Nel Giudaismo comando, obbedienza, ascolto, fanno parte della stessa dinamica in cui l’attenzione è posta sull’altro e sulla priorità da riconoscergli: l’altro che è Dio e il prossimo.

Questo vale allo stesso modo per il Cristianesimo: al centro c’è l’altro; un altro da ascoltare e prendere sul serio… un altro a cui dare credito, fiducia, priorità.

L’altro, poi, non è mai uno solo, in modo fusionale: “noi due”! L’alterità è complessa, articolata, aperta… sa differenziare, per riconoscere e ascoltare.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 28 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

La domanda di Gesù al cieco sembra assurda: come si fa a chiedere a un cieco che cosa desidera? Eppure Gesù lo fa spesso: non dà nulla per scontato, ed esige che chi lo cerca si manifesti anche.

Il cieco esplicita la propria richiesta, ma non a uno qualunque: egli chiama Gesù “Rabbunì” (= mio maestro) come farà poi Maria Maddalena, nel giardino, la mattina di Pasqua.

Con Gesù bisogna esporsi: lui non è uno dei tanti potenti… ma colui che vuole avere un posto importante nella vita degli uomini. Non basta chiedere, bisogna riconoscere!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 21 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Il potere rimane una delle grandi attrattive degli uomini, anche di quelli ‘religiosi’… senza che ciò sia percepito come problema. In fondo: che male si fa? Dov’è il male di “sedere” in alto?

Il cristianesimo, però, non è una morale/moralismo: non si tratta –prima di tutto– di bene e male in se stessi! Ma di un rapporto autentico con Dio… quello crocifisso!

Davanti a Gesù Cristo “noi vogliamo” e il servizio sono assolutamente incompatibili! Solo chi serve è una vera risorsa per l’umanità: gli altri consumano solo risorse…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 14 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Seguire Cristo (= essere suoi discepoli) non conosce né ammette “gradualità”; di principio! D’altra parte: non si possono “seguire” più strade contemporaneamente…

Seguire Cristo costituisce a tutti gli effetti un’alternativa di vita: un diverso modo di vivere rispetto alla “normalità” degli uomini. L’opposizione Cristo-ricchezza è chiara in merito.

Seguire Cristo –tuttavia– non è obbligatorio! Come in ogni vera alternativa dev’esserci una scelta ponderata. È possibile non seguirlo… e rimanere nella propria tristezza, anche eterna!

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d. Paolo Gherri
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