Domenica 14 aprile

Sul Vangelo di oggi (Le Palme):

1) La passione di Gesù inizia con la “cena pasquale”, all’interno di una “Pasqua” che attende di “compiersi” nel “Regno di Dio”: un Regno di Dio non ancora presente ma che “verrà”.

2) Dalla Cena alla risurrezione si realizza un’unica Pasqua: un “passaggio” che, però, non è istantaneo ma si ‘svolge’ in un tempo lungo e lento… com’è sempre quello della sofferenza.

3) Ed è qui che sta l’espressione più vera della piena umanità di Gesù, della vera incarnazione del Figlio di Dio: nella sua sofferenza prolungata, lenta, estenuante… in croce si muore per sfinimento!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 7 aprile

Sul Vangelo di oggi:

«Neanche io ti condanno»: scrisse sant’Agostino che rimasero là “la misericordia e la misera”.

C’è differenza tra perdono, misericordia, irrilevanza? Il non-condannato è un santo?

Solo ciò che viene “condannato” è riprovevole, è male? Eppure Gesù poi parla di peccato, da non ripetere! La persona non s’identifica il suo peccato… ma va allontanata dal peccato.

È l’ambiguità tra peccato e peccatore… malattia e malato: non si identificano, ma non si elidono neppure! Si è malati perché affetti da malattia… malattia e peccato invalidano sempre la persona!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 31 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Capita spesso ‘leggendo la Bibbia’ di non leggerla affatto! Concretamente: si sa già di cosa parla e quindi la si ‘scorre’ soltanto… senza “leggere” cosa ci sia davvero scritto.

Il Cap. 15 di Luca in questo è emblematico: “si sa” che parla di perdono e misericordia… Peccato che quelle parole non esistano nell’intero capitolo: leggere per saperlo!

Sono, invece, tre parabole sulla gioia del ritrovamento! Anche il figlio “era perduto ed è stato ritrovato”!!! Come la pecora, come la moneta! Né perdono, né misericordia ma gioia per chi “adesso è qui”!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 marzo

Sul Vangelo di oggi:

La letteratura sulla misericordia e il perdono si è parecchio ampliata (in questi ultimi anni)… come se si trattasse di due ‘assoluti’ che hanno vita propria, a prescindere.

NON altrettanto è cresciuta l’attenzione alla necessità di conversione su cui Gesù ha insistito ininterrottamente in tutto il suo ministero… anche con toni poco concilianti.

La pazienza di Dio manifestata in Gesù non è lasciar correre, indifferenza, ma ulteriore stimolo affinché qualcosa cambi davvero, scongiurando l’esito comunque inevitabile.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 17 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Durante la preghiera succedono cose strane… solo, però, quando si tratta di uno stato di preghiera e non di qualcosa che si fa: dire delle preghiere. Recitare poesie e scriverle non è lo stesso!

Uno “stato di preghiera” richiede tempi lunghi, non sempre facili o possibili, infatti: Pietro e gli altri dormono… come faranno anche nel Getsemani (sempre loro tre) mentre Gesù prega.

Ma è nello stare in preghiera che la propria vita s’innesta nella storia della salvezza (Mosè ed Elia), ne diviene parte e trova il proprio significato, valore e senso aprendosi al futuro.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 10 marzo

Sul Vangelo di oggi:

La Quaresima cristiana è come il deserto per Israele: luogo della tentazione verso Dio. Quando intorno tutto tace e si dilegua, si resta soli con se stessi …e Dio (se se ne riconosce l’esistenza).

La tentazione è come un cuneo che s’infila in quelle (possibili) fessure del rapporto con Dio che sono i bisogni identitari (=dell’IO) di ogni persona: avere, valere, potere.

Possesso, successo, performances: tutto ciò che dà identità (e quindi sperabile sicurezza) all’uomo… insieme a isolamento, innanzitutto da Dio! La Sua Parola, però, smaschera questo inganno!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Anche Luca, come Matteo, fa seguire alle “Beatitudini” un lungo discorso (molto disorganico) di Gesù in cui raccoglie affermazioni varie, legate quasi solo dall’essere parole ‘autentiche’ di Gesù.

Sono affermazioni sull’esito concreto e la dinamica delle cose e non sul loro fondamento di principio, per dare consapevolezza sul modo di impostare e condurre la propria vita.

Sembra che per Gesù contino più le conseguenze delle premesse ed, anzi, proprio l’esito manifesta la qualità dei presupposti: frutto cattivo, ciechi nel fosso… Credere in Gesù fa vivere bene!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Come Matteo, anche Luca specifica meglio il contenuto rivoluzionario delle “beatitudini” esplicitando in che cosa consistano concretamente, al di là delle sole parole.

Sono indicazioni concrete che esigono un radicale cambio di mentalità e soprattutto una effettiva diversità dal modo comune di comportarsi, prima di tutto verso gli altri.

Il motivo e fondamento di questa rivoluzione non è sentimentale ma teologico: come il Padre vostro! …e come vorreste fosse fatto a voi! …oltre che: come sarà fatto a voi!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 17 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Le “beatitudini” riportate da Luca non sono ‘poetiche’ come quelle di Matteo e neppure ‘spirituali’ allo stesso modo. E neppure sono vere “beatitudini”, vista la loro struttura beati-guai!

Il Gesù di Matteo è come Mosè che, sul monte, promulga la nuova “Legge” per il nuovo Popolo di Dio… Per Luca si tratta –invece– di parole rivolte ai “suoi discepoli” (soltanto?)!

Mentre Matteo sembra offrire le Beatitudini, Luca pare imporle: l’alternativa (=il contrappasso) è un “guai” di minaccia e condanna. I discepoli devono riflettere bene sulla loro condizione!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 10 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Ascoltare Gesù e seguire Gesù non sono attività comparabili: un conto è rincorrerlo per seguire la sua attività… altra cosa è seguire Lui stesso con la propria vita, lasciando perdere il resto.

Seguire Gesù non può mai essere un’attività complementare, da svolgere nei tempi morti (come andare allo stadio). Seguire Gesù occupa la vita intera e ne cambia le priorità.

La chiamata di Gesù non è mai arbitraria: irrompe nella vita delle persone imponendosi loro con la forza della promessa di orizzonti e proporzioni più grandi di quelli umanamente pensabili.

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d. Paolo Gherri
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