Domenica 1 luglio

Sul Vangelo di oggi:

La Bibbia ci mostra spesso situazioni in cui persone –anche molto diverse– fanno cose prodigiose… Questo, però, non ha sempre un legame con Dio (sic!).

Per Gesù la fede è irrinunciabile: una fede che consiste nell’entrare in rapporto diretto con lui! I fatti (=l’averlo toccato) non (gli) bastano!

La fede biblica (evangelica, a maggior ragione) è fatta di relazioni: con Dio ci si relaziona! …non lo si “usa” per i propri fini personali… di nascosto, quasi a sua insaputa!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 giugno

Sul Vangelo di oggi

Dare il nome è una delle attività più significative che gli uomini compiono: un’attività che riguarda prima di tutto il valore della persona e il suo "destino"; è un po’ come creare, insieme a Dio.

Giovanni è un nome nuovo e inatteso che rompe la scontatezza di una religiosità sincera ma statica, che prega ma non spera, lasciando irrompere la promessa di Dio e il suo futuro nuovo.

I segni dell’agire di Dio creano meraviglia e attesa in chi li sa cogliere come tali; ogni azione di Dio, infatti, è promessa che prepara un futuro sempre inatteso per gli uomini e le loro aspirazioni sempre troppo piccole.

Domenica 17 giugno

Sul Vangelo di oggi:

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla non è un luogo (come fosse uno Stato politico) né una realtà materiale come quelle con cui gli uomini si rapportano di solito.

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla assomiglia a uno "stato di cose" o anche ad una "dinamica relazionale"… qualcosa come internet, non è un ‘dove’.

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla ha alcune caratteristiche di solito estranee all’agire umano: gradualità, sproporzione, autonomia (seme-albero).

Domenica 10 giugno

Sul Vangelo di oggi:

Tutto il Vangelo secondo Marco è costruito intorno alla domanda: “chi è questo qui?” Uno che dice e fa cose del genere non è certo come tutti gli altri! Che cosa si deve pensare di lui?

I parenti pensano che sia “fuori di sé” e vorrebbero riportarlo a casa; gli scribi lo accusano di essere un emissario del demonio: modi diversi per non lasciarsi interrogare da Gesù.

E Gesù capovolge ulteriormente le cose: è Satana che deve fare i conti con lui… così come la vera ‘parentela’ di Gesù non è quella che lo censura ma quella che come lui obbedisce al Padre.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 giugno – Corpus Domini

Sul Vangelo di oggi:

Per l’Evangelista Marco il gesto eucaristico in senso proprio è quello del darsi/offrirsi di Gesù e non quello del mangiare e bere, che è solo conseguenza.

Mangiare e bere sono presenti ma non esplicitati poiché l’attenzione non è su quello che facciamo noi ma su quello che ha fatto Gesù: essi, soltanto, completano il suo gesto.

L’Eucaristia si riceve sempre, non la si prende! È questo il senso più vero e profondo dei molti “riguardi” che la Chiesa ha sempre avuto e sollecitato verso l’Eucaristia.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 27 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Matteo riporta la formula battesimale che sarà adottata come l’unica autenticamente cristiana ed ecclesiale: quella trinitaria, che esprime il nucleo più profondo della fede evangelica.

Il ruolo di Gesù è irrinunciabile e costitutivo ma non “esclusivo”! Come spesso emerge in Giovanni: c’è una dinamica relazionale entro cui Gesù si coglie e propone.

Il Padre e il Paraclito (=chiamato accanto) sono parte del Buon Annuncio… ed anche loro sono indicati come “relazioni”, così come il “Messia/salvatore”: ci sono sempre altri

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d. Paolo Gherri
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Domenica 20 maggio

Domenica 20 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Nella Cena e Passione di Gesù secondo Giovanni primeggia la verità, di cui egli stesso è portatore e testimone (=martire)… ma alla quale nessuno pare interessato.

Il Paraclito (=chiamato accanto) è presentato proprio come lo “spirito della verità”: è questo che sarà donato ai discepoli affinché accedano alla verità.

Si tratta di una verità non-cognitiva (=su esseri/enti) ma esistenziale, che riguarda relazioni ed attività di Dio verso l’umanità: la salvezza!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 13 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Accogliere il Vangelo significa e comporta diventarne portatori agli altri, annunciatori: il Vangelo non è una informazione ma un annuncio

Accogliere il Vangelo è entrare nella salvezza: avere un “salvagente” nel naufragio dell’umanità, mettere in salvo il senso e valore della propria esistenza.

Un Vangelo senza salvezza eterna è inutile… come le medicine stipate in farmacia! Il Vangelo serve a guarire la vita umana dal male che l’ha infettata…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 6 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Per Gesù l’amore è “qualcosa” in cui rimanere: una specie di condizione esistenziale, “un ambiente” (=environment) entro cui stare… rimanere, appunto.

Questo amore è “agape”: non lo si riceve ma ci si vive dentro. È un dare (la) vita e un creare ambiente vitale.

Non trattandosi di un’attività da fare ma di una condizione esistenziale, questo amore coinvolge completamente generando “osservanza”.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 aprile

Sul Vangelo di oggi:

La vite è una realtà ben conosciuta per i popoli mediterranei… Gesù la usa per spiegare con chiarezza il nostro rapporto con Lui e il Padre suo (e nostro): Gesù è la vite “vera”, noi i suoi tralci.

La vite non dà legno né da costruzione né da ardere: se non produce frutto è inutile! Così l’uomo senza Cristo: non è “autonomo” ma isolato… tagliato fuori, senza senso.

Solo rimanendo in Cristo l’uomo e la sua esistenza hanno senso e portano frutto. Non basta vivere, bisogna fruttificare: essere utili a qualcuno!

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d. Paolo Gherri
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