Domenica 13 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Accogliere il Vangelo significa e comporta diventarne portatori agli altri, annunciatori: il Vangelo non è una informazione ma un annuncio

Accogliere il Vangelo è entrare nella salvezza: avere un “salvagente” nel naufragio dell’umanità, mettere in salvo il senso e valore della propria esistenza.

Un Vangelo senza salvezza eterna è inutile… come le medicine stipate in farmacia! Il Vangelo serve a guarire la vita umana dal male che l’ha infettata…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 6 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Per Gesù l’amore è “qualcosa” in cui rimanere: una specie di condizione esistenziale, “un ambiente” (=environment) entro cui stare… rimanere, appunto.

Questo amore è “agape”: non lo si riceve ma ci si vive dentro. È un dare (la) vita e un creare ambiente vitale.

Non trattandosi di un’attività da fare ma di una condizione esistenziale, questo amore coinvolge completamente generando “osservanza”.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 aprile

Sul Vangelo di oggi:

La vite è una realtà ben conosciuta per i popoli mediterranei… Gesù la usa per spiegare con chiarezza il nostro rapporto con Lui e il Padre suo (e nostro): Gesù è la vite “vera”, noi i suoi tralci.

La vite non dà legno né da costruzione né da ardere: se non produce frutto è inutile! Così l’uomo senza Cristo: non è “autonomo” ma isolato… tagliato fuori, senza senso.

Solo rimanendo in Cristo l’uomo e la sua esistenza hanno senso e portano frutto. Non basta vivere, bisogna fruttificare: essere utili a qualcuno!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 22 aprile

Sul Vangelo di oggi:

La differenza tra pastore e mercenario sta nel (non) coinvolgimento della vita in quello che si fa: vivere una cosa o farla sono approcci completamente diversi… tanto più se si tratta di relazioni.

Quella di Gesù e con Gesù è una relazione vitale, come quella pastore-pecore, in cui si conosce e si è conosciuti, trovando identità e vita.

Quella di Gesù e con Gesù è una relazione volontaria, una scelta in cui la vita viene messa in gioco, investita, consegnata per riceverla poi completamente rinnovata.

Domenica 15 aprile

Sul Vangelo di oggi:

Per Luca il pomeriggio e la sera di Pasqua sono dominati dalle "Scritture": prima lungo la strada per Emmaus, poi nel cenacolo: Cristo e la sua Pasqua non si capiscono senza di esse.

Al di là dei "fatti" in cui è consistita la Pasqua di Gesù, la vera fede in lui non può prescindere dall’insieme della storia della salvezza, di cui costituisce il culmine.

Gesù risorto fa due consegne alla Chiesa: il perdono dei peccati e la comprensione delle Scritture; la vita ecclesiale dovrà continuare a svilupparsi su questo binario.

Domenica 8 aprile

Sul Vangelo di oggi:

La risurrezione di Gesù suscita due tipi di conseguenze: quelle legate al suo riconoscimento (Apostoli e Tommaso) e quelle legate al futuro degli uomini.

La risurrezione di Gesù non chiude il ciclo della sua vita, ma apre un futuro nuovo segnato da vere novità.

La prima vera novità pasquale è il perdono dei peccati che Gesù affida alla sua Chiesa: mai prima era stata possibile una cosa del genere!

Domenica 25 marzo (le palme)

Sul Vangelo di oggi:

L’unzione di Betania con cui Marco introduce la passione di Gesù pone problemi seri alla vera fede in lui: problemi che Giovanni scaricherà su Giuda come “ladro”.

Secondo Marco, invece, tutti sono “infuriati” con la donna davanti a tanto spreco, contestando la non-monetizzazione del dono operato per il solo Gesù.

Gesù però difende quel dono esagerato poiché assomiglia a quello che Dio stesso sta per realizzare con la sua passione: dono irragionevole all’umanità.

Domenica 18 marzo

Sul Vangelo di oggi:

La morte di Gesù è glorificazione poiché aprirà per noi la vita eterna e questa è il centro non solo della sua predicazione ma anche vita.

La morte in croce è l’ora di Gesù poiché è la manifestazione della sua vera identità e della vera finalità della sua missione.

Il Vangelo punta direttamente alla vita eterna, che dà pienezza alla “vita in questo mondo”, superandola: è in questo che Gesù va seguito.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 18 marzo

Sul Vangelo di oggi:

“Giudizio” e “condanna” sono i tabù della società individualistica in cui viviamo: nulla e nessuno deve porre limiti alla volontà dei singoli!

Eppure Gesù stesso nei Vangeli parla più volte proprio di giudizio e condanna per chi non vuole riconoscere la sua salvezza.

Alzare gli occhi a chi è stato “innalzato” è affidarsi: se non lo si fa si rimane soli con/per se stessi: è questa la vera condanna!

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d. Paolo Gherri
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