Domenica 13 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Il Battesimo di Gesù per Luca è una cosa “avvenuta”, non se ne dice nulla circa le dinamiche e i modi: un puro fatto in mezzo a tanti altri su cui non c’è nulla da dire.

Gesù, però, “sta” in preghiera –come spesso riportano i Vangeli– e nella preghiera gli viene manifestata la sua identità più profonda: «il Figlio amato».

Preghiera e identità si corrispondono vicendevolmente: sarà così anche nella Trasfigurazione (Lc 9,28). Ciò che davvero siamo (=chi siamo davvero) emerge solo nella preghiera! …Se/quando c’è!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 6 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Per chi sta tranquillo nella sua Religione –intesa come adempimento di precetti e ottemperanza di pratiche– la venuta del Messia, seppure attesa, non porta conseguenze alla vita.

Quando la Religione è un sapere delle cose su Dio, ma senza essere interessati a Dio, anche un’eventuale attività di Dio potrebbe non interessare… visto che manca il coinvolgimento della vita.

Quando –invece– si coltiva una spiritualità non si smette mai di cercare Dio e si diventa capaci di riconoscere i segni del suo agire e si è disposti anche alla fatica per incontrarlo.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 30 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Il modo di Gesù di essere “figlio” non è stato certo convenzionale… come non lo è stato neanche quello di Maria e Giuseppe di essere (suoi) genitori. Questa però è la S. Famiglia!

Per tutti e tre si è trattato non di “realizzare” se stessi… ma di “rispondere” in modo coordinato a distinte e specifiche vocazioni fortemente sbilanciate all’esterno di sé (= Dio Padre).

D’altra parte: una chiamata non è un’emozione, così come rispondere ed esprimersi sono tendenzialmente contrastanti… E le “famiglie” attuali: che cosa sono e cosa voglio fare?

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d. Paolo Gherri
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Domenica 23 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Chi davvero ha in sé Cristo non lo tiene nascosto… anche perché si ritrova a fare cose non proprio ordinarie: cose che già in sé parlano di un modo diverso di essere.

La presenza di Cristo non tocca solo la vita in quello che si fa, ma coinvolge pienamente la persona in quello che si è: il rapporto con Cristo riguarda l’essere, non il fare.

La presenza di Cristo nelle persone di fede sollecita chi sta intorno, suscita riconoscimento e stimola la fede, che aumenta con la sua condivisione.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 16 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

È interessante come la “buona novella” del Battista, secondo Luca, contenga il “fuoco inestinguibile”; l’Evangelista della misericordia e del perdono comincia il proprio Vangelo con una scena di Giudizio e selezione.

Giudizio e carità sembrano gli estremi della predicazione del Vangelo: una carità quotidiana per evitare un giudizio definitivo, senza appello… Un giudizio sulla qualità della vita: (essere) grano o pula.

La bontà e misericordia di Dio non sono indifferenza e qualunquismo, ma il giusto riconoscimento della qualità del vivere umano: un vivere semplice, mite e compassionevole, secondo lo stile stesso di Dio.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 9 dicembre

Sul Vangelo di oggi

Luca vuole essere preciso, non parlare per sentito dire ma dare notizie e informazioni attendibili, visto che il Vangelo è una questione di fatti e non di idee; è storia e non racconto/mito.

Il Battista, come anche poi Gesù, chiede e reclama un cambio di vita da parte delle singole persone: è araldo di conversione, non di rivoluzione; il problema non è là società ma il singolo.

A tema non è l’ingiustizia (sociale) ma il peccato (individuale), non è la storia (umana) ma la vita (individuale): per questo Dio si è fatto “un” uomo (soltanto).

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d. Paolo Gherri
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Domenica 2 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Nel linguaggio apocalittico non è tutta ‘forma’: c’è anche una sostanza, oscura nel modo ma chiara nel contenuto.

Viviamo nella storia ma non per la storia, e alla storia sopravviveremo se non ci lasceremo intrappolare da nessuna immediatezza.

La vita umana è un cammino verso un incontro decisivo: chi si ferma al bar o al luna park potrebbe mancare l’appuntamento.

Domenica 25 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Gesù è “RE” ma non “dei Giudei”, che lo vogliono morto. Il suo regno non è di questo mondo, non confligge coi domìni e poteri umani, ma ne svela l’inganno (=la non verità) rendendoli vani.

Gesù lega la propria regalità alla verità di cui è –e deve essere testimone–: è davvero sovrano chi SERVE la verità con la propria esistenza, senza recedere innanzi al c.d. potere.

Il dialogo con Pilato è ancora attualissimo: quale regalità o sovranità cerchiamo? In che cosa ci sentiamo appagati e realizzati? Che cosa cerchiamo e cosa sfuggiamo? Siamo “Re” o “schiavi”?

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d. Paolo Gherri
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Domenica 18 novembre

Sul Vangelo di oggi:

C’è una dimensione della predicazione di Gesù che da vari decenni è stata messa a tacere: il futuro, il ‘dopo’. Le doverose attenzioni “umanistiche” dell’epoca (post)conciliare le hanno spente completamente.

L’orizzonte in cui vedersi e comprendersi non esiste più: ci siamo solo noi… il resto non lo vediamo più. Un “noi” soltanto umano, intra-storico… ormai quasi soltanto “sociale”; un “noi” di fatto assente nel Vangelo(!)

Eppure Gesù rimanda con forza a quel ‘dopo’ e lo rende il fulcro, lo snodo, su cui far ruotare l’intero presente… in una tensione che a noi ormai manca del tutto… anche a livello spirituale.

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d. Paolo Gherri
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