Domenica 27 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Gesù Cristo non è una favoletta, né l’immagine associata (come un logo o un avatar) ad alcune affermazioni ad ampio respiro morale o ideale. Il rapporto con Lui dev’essere per/con fede.

Già l’Evangelista Luca aveva percepito la deriva idealista/emotiva intorno a Gesù ed ha cercato di porvi rimedio riportando il Vangelo alla verità dei fatti, oltre le sole parole.

Lo stesso Gesù, iniziando il proprio ministero a Nazareth, ha affermato chiarezza il suo essere un inviato, un annunciatore, di una nuova realtà operata da Dio stesso.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 20 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Magi, Battesimo, nozze di Cana: tre episodi, una sola epifania (=manifestazione) di Gesù come “il Signore”. Tre momenti in cui si manifesta la sua gloria (=Dio stesso), il suo essere “il Signore”.

Giovanni non ‘conosce’ i “miracoli” né i “prodigi” ma i segni! Il suo approccio non è ‘religioso’ (=la potenza divina) ma esistenziale (=l’incontro con Dio che cambia la vita).

Chi vede Gesù agire (=i segni), vede Dio all’opera (=la gloria) …ma vedere deve portare a credere …e credere fa vivere in modo diverso! Diversamente si tratta di superstizione …o mercato.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 13 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Il Battesimo di Gesù per Luca è una cosa “avvenuta”, non se ne dice nulla circa le dinamiche e i modi: un puro fatto in mezzo a tanti altri su cui non c’è nulla da dire.

Gesù, però, “sta” in preghiera –come spesso riportano i Vangeli– e nella preghiera gli viene manifestata la sua identità più profonda: «il Figlio amato».

Preghiera e identità si corrispondono vicendevolmente: sarà così anche nella Trasfigurazione (Lc 9,28). Ciò che davvero siamo (=chi siamo davvero) emerge solo nella preghiera! …Se/quando c’è!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 6 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Per chi sta tranquillo nella sua Religione –intesa come adempimento di precetti e ottemperanza di pratiche– la venuta del Messia, seppure attesa, non porta conseguenze alla vita.

Quando la Religione è un sapere delle cose su Dio, ma senza essere interessati a Dio, anche un’eventuale attività di Dio potrebbe non interessare… visto che manca il coinvolgimento della vita.

Quando –invece– si coltiva una spiritualità non si smette mai di cercare Dio e si diventa capaci di riconoscere i segni del suo agire e si è disposti anche alla fatica per incontrarlo.

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d. Paolo Gherri
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