Domenica 30 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Gesù parla di un “regno” che merita di essere cercato come si cerca un tesoro… che merita di essere fatto proprio a qualunque costo.

Un “regno” non è un “luogo” (= uno Stato politico) ma una dimensione vitale: una parte della realtà con un riferimento ben preciso.

Per capire oggi “cosa” sia “Regno dei cieli” si può pensare a internet: non è da nessuna parte… ma “funziona” e cambia la vita quotidiana!

Domenica 23 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Le parabole del Regno (dei cieli) dicono ai discepoli di Gesù quale sia la realtà finale entro cui leggere e collocare la loro esistenza.

Grano e zizzania che crescono insieme dicono l’ambiguità del vivere nella storia, ma anche le loro differenti sorti: ci sarà “fuoco”!

Seme e lievito indicano la marginalità del vero crescere del Regno: non sono i numeri a contare ma ciò che avviene dentro, in profondità.

Domenica 16 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Come Mosè nel Deuteronomio così Gesù in Matteo tiene cinque discorsi/insegnamenti… le parabole sono il secondo di essi (dopo la montagna).

Le parabole di Gesù attirano l’attenzione ma lasciano liberi: non costringono, come i ragionamenti di molti “maestri” (e potenti) umani.

Anche verso Dio tutto dipende dall’ascolto che, però, non è conclusivo: molto dipende da chi ascolta e da come egli si è “preparato”.

Domenica 9 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Il modo di “pensare” di Dio e quello umano sono Radicalmente Diversi, anche a livello di conoscenza: non ci interessano le stesse cose.

Solo Gesù conosce davvero Dio-Padre e non si può parlare adeguatamente di Dio se non nel modo imparato attraverso Gesù e da Lui insegnato.

Essere “piccoli” e deboli è una condizione di accesso a “questo” Dio, che non toglie ma trasforma l’inevitabile peso del vivere.

Domenica 2 luglio

Sul Vangelo di oggi:
Per “amare” padre, madre, figli, Gesù usa “phileo”: ciò che normalmente fanno gli uomini. L’amore per Lui, però, deve andare molto oltre.

Questo, però, non basta: c’è anche un “essere degni” di Cristo… un “essere alla SUA altezza” con quell’amare che è “agapao”. La croce!

La logica è evidente: “phileo” presuppone (e comporta) reciprocità; “agapao” NO! Amare-davvero non è ricevere ma dare… non trattenere.