Domenica 17 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Dimorare” (in realtà: “stare”) è uno dei verbi decisivi di Giovanni sia dal punto di vista teologico che spirituale, tanto per Gesù (=dove stai? Dove stava) che per i discepoli (=stettero).

Per Giovanni l’essere discepoli è soprattutto “stare” (come ben mostra la sua 1° Lettera); uno stare che diventa seguire, andare dietro, vista l’itineranza di Gesù.

Tuttavia lo “stare” indica anche ciò che fa Gesù stesso: egli “sta” (anche questo è chiaro nella 1Gv)! La vita del discepolo è uno stare reciproco suo e del Maestro: ciascuno sta con l’altro.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 10 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Battesimo è “immersione”, affondare ed essere sommersi in qualcosa che avvolge completamente: il gesto fatto nell’acqua da Giovanni è simbolo di quanto avviene a Gesù per mezzo dello Spirito santo.

L’Evangelista Marco non mette legami tra battesimo e peccato, rendendo problematico il battesimo di Gesù; egli gioca, invece, tra acqua e Spirito santo: è questo ciò in cui Gesù viene immerso.

Gesù è il Figlio amato, completamente immerso nello Spirito del Padre: è questa l’eredità che ha voluto condividere con noi nel nostro Battesimo, per farci come Lui, figli amati.

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d. Paolo Gherri
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6 gennaio (Epifania)

Sul Vangelo di oggi:

Che dei “re” vadano ad adorare un altro re, non è cosa normale; infatti Erode cerca quel bambino per ucciderlo. L’adorazione, poi, è un’attività straordinaria, riservata a Dio solo!

In realtà l’Evangelista Matteo vede compiersi le promesse secondo cui Israele avrebbe offerto la salvezza messianica al mondo intero, attirando a sé ogni popolo e nazione.

L’Epifania non è ‘annuncio’ ma ‘manifestazione’; non è ‘andare’ ma ‘venire’… dalla periferia al centro. Per iniziativa e opera di Dio stesso (=la stella)! Non è pubblicità ma ricerca

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Un “principio/origine” anziché una genealogia (come Matteo e Luca): così Giovanni imposta il ‘suo’ Vangelo a partire non dall’uomo nato a Betlemme ma dal Dio fattosi carne a Betlemme.

Quello che solo dopo 3 secoli passerà nel ‘Credo/Simbolo niceno-costantinopolitano’, Giovanni lo aveva già scritto agli ‘inizi’ della fede cristiana come contenuto stesso del Vangelo.

Secondo Giovanni, Gesù è il rivelatore di Dio: colui che lo ha davvero fatto conoscere agli uomini. Centro e cuore del Vangelo è, allora, la conoscenza di Dio! …Non altro… non altri…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 27 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Nonostante Teologia e Magistero parlino spesso della Bibbia come di “Rivelazione”, tale termine non va inteso in senso proprio: nel suo insieme, infatti, la Bibbia non rivela, ma manifesta

La Bibbia non aggiunge ma esplicita: fa vedere il senso profondo di realtà e fatti, prima che di parole. Così è per la famiglia, non solo quella “santa”: ha il suo senso in Dio!

È attraverso una famiglia che il Figlio di Dio entra nella storia. È da una famiglia, nucleo di reciprocità e dono, che parte la salvezza per l’umanità. È la famiglia la prima immagine di Dio.

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Domenica 20 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

L’Annunciazione è un evento teologico, per questo fatti e parole non sembrano corrispondersi molto. Maria non s’impressiona vedendo l’angelo… ma resta turbata dalle parole del suo saluto.

Ciò che turba e interroga Maria non pare tanto l’annuncio della maternità divina, ma ciò che la precede: “piena di grazia, il Signore è con te”. Che senso hanno parole così?

In effetti è proprio il senso delle cose quello che ci interroga e ci interessa di più: un senso che non è, però, un “perché”… Cause e motivi stanno dietro, il senso va avanti… come Dio stesso!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 13 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Giovanni col suo modo di vivere è un ‘caso’ che pone e riceve domande sull’agire Dio: questo significa ‘essere testimoni’! Noi, al contrario, anziché domande spesso suscitiamo critiche

Anche Giovanni (come poi Gesù) non ‘si’ definisce né presenta per se stesso ma in relazione a un altro: è “voce” che invita a incontrare un ‘altro’.

Davanti all’opera di Dio la lettura degli uomini tende a guardare ‘indietro’, al già conosciuto… Dio, invece, invita a guardare ‘avanti’ cambiando se stessi.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 6 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Marco è il primo (e l’unico) a usare il termine “Vangelo” per ‘dire’ Gesù Cristo: è lui, infatti, “il” buon annuncio. Vangelo non è solo il ‘detto da’ Gesù, ma Gesù stesso!

Dire in Greco a non-ebrei che Gesù è “Cristo” non significa nulla. Il ‘senso’ di Gesù è nel suo essere “Messia”: il salvatore promesso a Israele e atteso per la storia intera e ogni uomo.

L’inizio e la fine del Vangelo secondo Marco coincidono nel Battesimo per il perdono dei peccati. Non è lo ‘stesso’ Battesimo ma lo scopo è identico: il ‘buon annuncio’ è il perdono dei peccati.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Tra le cose sempre più ‘taciute’ negli ultimi anni c’è un altro elemento portante dell’annuncio cristiano: la sua dimensione escatologica, in riferimento alla fine della storia, personale e umana.

La vita presente deve fare i conti con la propria fine e il passaggio ad un’altra vita: quella definitiva. Nella storia siamo solo in gestazione in attesa di nascere all’eternità, alla vita vera.

Il “Cristiano” è colui che veglia in attesa del compimento, della storia ma anche suo. Già Mt. 25 ricordava la necessità di PREPARARSI, di darsi da fare… di non perdersi né tirarsi indietro.

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d. Paolo Gherri
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