Domenica 26 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

“Il Regno dei cieli è vicino”: è questa la buona notizia, il “Vangelo”! È questo ciò che Dio fattosi uomo è venuto ad annunciare agli uomini! Ed è con questo che si devono fare dei conti…

Se “il Regno dei cieli è vicino”: nulla è più come prima! Bisogna cambiare pensiero (=convertirsi) ed anche vita (=dedicarsi al Regno in pienezza).

Certo che un Gesù che parla di “cieli” e che, prima di tutto, annuncia qualcosa di non (solo) umano e perciò chiede un radicale cambio di vita (oggi) pare davvero una ‘novità’!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 19 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

L’Evangelista Giovanni ha scelto l’immagine ebraica dell’Agnello per indicare l’identità di Gesù dal punto di vista teologico.

È l’Agnello pasquale che salva dalla schiavitù, non dell’Egitto ma del peccato: un peccato che egli toglie dalla vita dell’umanità.

È l’agnello sacrificale e sacrificato (cfr. Apocalisse) che prende su di sé il peccato: questa cosa ormai ‘strana’ che nessuno nomina più…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 12 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Nella logica dell’incarnazione, Dio non impatta con la storia… non le sbarra il cammino, ma ne ASSUME le dinamiche ed opera attraverso di esse non per contraddirla ma per superarla.

Il “battesimo” (=immersione) risponde pienamente alla logica dall’incarnazione: è entrare dentro fino in fondo. In Gesù il divino si è ‘immerso’ pienamente nell’umano.

Non si tratta solo di un gesto ma di un atteggiamento: «Lascia fare, per ora»! Le questioni di ‘correttezza politica’ non rilevano affatto: ci sono cose più importanti a cui dare attenzione…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 5 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Anziché una ‘annunciazione’ (come ha fatto Luca), Giovanni per dirci chi è Gesù usa un ragionamento teologico: Gesù è il Logos di Dio (in Greco), tradotto con Verbum (in Latino).

Le parole non sono tutte uguali e neppure i pensieri che ci sono dietro… (o dovrebbero esserci)! Le parole vere e utili sono quelle che esprimono/comunicano un pensiero!

Il bimbo di Betlemme è il pensiero stesso di Dio che egli ‘esprime/comunica’ agli uomini dentro la loro storia (=incarnazione) affinché lo (=Dio) possano conoscere e si relazionino con Lui.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Per i regimi (soprattutto se fittizi come quello di Erode, visto che comandava Roma!) Gesù è un pericoloso concorrente: il potere non ammette divisioni e non è ‘parziale’ nel difendersi.

Il Dio biblico non cerca lo scontro di potere ma sta ai margini: Nazareth è lontano da Gerusalemme! È sui confini che la salvezza penetra meglio e trova giusti spazi.

L’Evangelista Matteo, per parte sua, non racconta una storia ma tesse un arazzo di salvezza ricongiungendo fili dell’AT con la persona e la missione di Gesù.

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d. Paolo Gherri
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domenica 22 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Per l’Evangelista Matteo (ebreo che scrive per giudeo-cristiani, mentre Luca scrive per pagano-cristiani) l’annunciazione della nascita di Gesù viene fatta a Giuseppe anziché a Maria.

Per gli Ebrei del tempo la giuridicità aveva un valore paragonabile a quella romana: è la discendenza (dalla Gens) che fa la differenza, così come il riconoscimento da parte del padre.

Giuseppe, da buon Ebreo fedele all’Alleanza (questo significa “giusto”!), ascolta Dio e gli concede il primato sulla propria vita, obbedendo! Credere a Dio è obbedirgli!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 15 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

L’operare di Gesù, come quello di ogni uomo nella storia, è ambiguo: può essere letto in molti modi, anche molto diversi. È l’ambiguità dei gesti, senza il loro “perché”. Non basta fare!

Il Messia che Giovanni aspettava era molto diverso da come Gesù si è presentato: una diversità però di solo stile; Gesù infatti compiva le promesse messianiche.

Stili e modi possono creare ambiguità e confusione; è il compiersi della promessa che offre la soluzione. Bisogna però aver chiaro quale è la promessa del ‘nostro’ Dio…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 8 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Sembra che Maria sia più turbata per il saluto che riceve che non per chi la sta salutando: un angelo! L’angelo non crea problema, il suo saluto sì…

Chi mai s’interroga sul “senso” di un saluto che riceve? Eppure è questo che turba Maria: che senso hanno quelle parole? Il fatto (=l’angelo) cede innanzi al senso

Questo, però, è corretto: nella fede conta il senso, non i fatti come tali! È il senso che ALIMENTA la vita… i fatti la ingombrano soltanto… E la fede è il dizionario del senso!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 1 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

A Gesù piace il futuro, non però quello di “domani”, ma quello definitivo, eterno. È di quello che spesso parla ed è a quello che ci vuole attenti.

Il Vangelo, d’altra parte, è annuncio… e non si annuncia il passato, né il presente. Se leggiamo bene il Vangelo ci dobbiamo accorgere che Gesù guarda sempre al futuro.

Un futuro da attendere e da preparare con vigilanza attiva. Il cristianesimo non è inerziafatalismo ma quotidianità consapevole perché orientata, intenzionale, proiettata al futuro di Dio.

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d. Paolo Gherri
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