Domenica 23 giugno

Sul Vangelo di oggi:

Il miracolo fa qualcosa e DICE qualcosa; dice che Gesù può SAZIARE il bisogno di VITA degli uomini.

C’è un pane DISTRIBUITO che solo lui può dare in ogni luogo e tempo, a molti che lo seguono.

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Domenica 16 giugno

Sul Vangelo di oggi (Ss. Trinità):

C’è una/della “verità” che Gesù non ha trasmesso interamente ai discepoli perché “incapaci di portarne il peso” senza un adeguato supporto spirituale: non si tratta soltanto di intelligenza…

Non si tratta di cose ‘difficili’ per la ragione ma del rapporto con Dio stesso. Per questo occorre un vero ‘salto di qualità’: un radicale cambio di prospettiva.

Non si tratta di acquisire qualcosa ed ‘avere’ più ‘cose’, ma di accedere ad Altri e partecipare di una realtà. Pensiamo alla differenza tra comprare un pallone e giocare in Nazionale…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 9 giugno (Pentecoste)

Sul Vangelo di oggi:

Spesso il “terzo” dà da fare, complica le cose (=il terzo incomodo). Per Gesù, però, non è così: lo Spirito, anzi, insieme a Gesù è dono del Padre e resterà nella storia anche dopo l’ascensione.

L’AT conosce lo “Spirito di Dio”, ma più come figura letteraria per preservare la trascendenza assoluta di Dio… È Gesù che, invece, lo rende presente ‘di persona’ in Dio stesso.

Lo Spirito, il “paraclito” (=chiamato vicino), è la ‘conseguenza’ nella storia della morte-risurrezione di Gesù: la presenza costante di Dio nella storia dopo l’evento Gesù.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 2 giugno (Ascensione)

Sul Vangelo di oggi:

L’Evangelista Luca si era dichiarato attento agli avvenimenti per dare “conto della solidità degli insegnamenti” ricevuti su Gesù Cristo; da qui i racconti della annunciazione e ascensione.

Spazio e tempo non si possono scindere neppure in Gesù Cristo: la sua ‘entrata’ nella storia umana si è realizzata “in uno spazio” preciso, nel quale è entrato ed anche ‘uscito’.

Come all’inizio del ‘racconto’, così alla sua fine, sono presenti Padre, Figlio e Spirito che assicurano continuità di azione ‘oltre’ gli spazi e i tempi di ogni uomo e dell’umanità come tale.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 26 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Per Gesù amore “è” osservanza: amare è “fare” quello che viene chiesto… lo stesso che obbedire (=dare ascolto all’altro)! Emozioni e sentimenti non c’entrano!

Osservanza” è non fare di testa propria, non agire “secondo me”! Chi ama, ascolta e dà fiducia e si lascia coinvolgere e sceglie l’altro invece di sé.

Nel Vangelo secondo Giovanni non esistono dubbi su questo! Gesù non va saputo o creduto, ma seguito, obbedito. “Cristiano” significa discepolo di quel maestro che è Cristo.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 19 maggio

Sul Vangelo di oggi:

La Chiesa antica ha sentito abbastanza presto il bisogno che le parlassero di Gesù in un altro modo rispetto a Marco, Matteo, Luca: è quello che ha fatto l’Evangelista Giovanni.

Giovanni mostra che la Passione di Gesù va letta in modo spirituale e teologico e non solo intra-storico: è “glorificazione” di Gesù e di Dio stesso!

In effetti: la “gloria” è ciò che appartiene a Dio e lo fa apparire come tale: questo è quello che ha fatto la croce di Gesù! Il naufragio totale dell’‘umano’ manifesta il divino.

Domenica 12 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Credere non è avere idee o pensieri ma ascoltare e seguire: la fede non è sentimento ma sequela, discepolato.

Il discepolo ascolta e segue, ma è Gesù che lo conosce e si prende cura di lui: questa è l’immagine del pastore.

rapporto con Gesù coinvolge vita ed eternità: è questo il senso della fede! Se non ci si spinge fino a lì, meglio lasciar perdere.

Domenica 5 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Gesù risorto non frequenta più le folle ma solo i suoi discepoli: ormai sembra che tutto avvenga solo per loro, per completarne la fede e sostenerne la fedeltà in vista della missione.

La forte dimensione intra-storica (sociale?) del Gesù di Nazareth si chiude con la passione. La Pasqua inaugura un’altra dimensione: quella spirituale… che è la definitiva.

Il Risorto non chiede un semplice ‘discepolato’ ma una vera sequela! Chiede “agape”, non “philia”… anche se, poi, si accontenta di quanto ciascuno riesce a ‘dare’.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 28 aprile

Sul Vangelo di oggi:

La Pasqua “di Gesù”, a differenza di quella ebraica, non è un evento socio-politico (=uscita dall’Egitto / fine schiavitù), ma espressamente spirituale, seppure storico e reale.

La Pasqua “di Gesù” è strettamente legata al perdono dei peccati che Lui stesso concede attraverso il dono dello Spirito santo: perdono “per” tutti… ma non “a” tutti…

Forse non è inutile rileggere bene questa pagina di Vangelo: il perdono “dei peccati” non è un diritto acquisito: può anche essere negato… Affermazione non banale, in bocca a Gesù Cristo!

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d. Paolo Gherri
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