Domenica 23 settembre

Sul Vangelo di oggi:

Quella di Gesù non fu una (semplice) morte ma una vera uccisione; e non fu neppure una cosa che (semplicemente ) accadde ma venne preannunciata consapevolmente.

In troppe circostanze, ormai, all’interno del cristianesimo l’uccisione di Gesù risulta emarginata: Gesù non è più il crocifisso ma (solo) il buono, il perdonatore…

La distanza tra il pensare divino e quello umano non si è mai ridotta, nonostante l’evento della croce: anche davanti alla croce gli uomini non sanno cambiare le loro aspirazioni.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 16 settembre

Sul Vangelo di oggi:

L’identità di Gesù sta nel suo essere "il Cristo" (=il consacrato di Dio per cambiare il mondo): non il guaritore o il perdonatore a cui spesso viene ridotto!

Cambiare il mondo è il significato di realizzare il Regno di Dio che il Cristo ha annunciato e inaugurato.

La croce/morte è la soglia di accesso a questo Regno che si realizza contraddicendo la mondanità.

Domenica 9 settembre

Sul Vangelo di oggi:

L’Evangelista Marco sceglie con attenzione quali guarigioni raccontare tra le migliaia operate da Gesù: (come per Giovanni) non si tratta di semplici miracoli ma di eventi simbolici.

Il viaggio di Gesù si svolge in terra pagana e il sordomuto ne è un simbolo: chi non ascolta Dio, non può neppure comunicare con Lui, è come “chiuso”.

L’operare di Dio non deve stupire le folle facendo notizia, ma creare fede in Lui da parte dei singoli: per questo va custodito e testimoniato come esperienza.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 19 agosto

Sul Vangelo di oggi:

Il passaggio dal “pane vivo” alla “mia carne” è fondamentale. Il pane (del cielo) rimane in terza persona, la carne di cui Gesù parla è la sua: quella che sarà appesa alla croce, lui stesso.

È questa la ‘leva’ che scardina ogni religiosità naturale: Dio e il rapporto con Lui non sono in terza ma in prima persona. Chi mangia Gesù rimane in Lui e lo fa rimanere in sé.

In fondo: ciò che è mangiato non è più separabile da chi lo mangia, si crea identità, coincidenza. E ciò che si mangia dà la vita! E solo la vita interessa a Gesù: quella eterna.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 12 agosto

Sul Vangelo di oggi

La provenienza di Gesù è una delle domande chiave del Vangelo di Giovanni. Una domanda senza risposta evidente a causa dell’incarnazione: visto che Gesù è (anche) vero uomo.

Mancando la risposta (umana) evidente, l’andare a Gesù (= seguirlo) non è attività spontanea dei singoli ma risposta ad un invito che Dio stesso fa.

Credere non è capire ma rispondere! Per questo si apre davanti una vita eterna legata non alla terra ma al cielo (= celeste): un cielo che non è solo origine ma anche destinazione.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 5 agosto

Sul Vangelo di oggi:

La gente cerca Gesù (e Dio): è un fatto! Sempre, però, per averne qualcosa di materiale: guarigioni, pane… per sempre. Gesù sta un po’ al gioco, fa qualcosa, ma poi inizia a parlare.

Tutte le volte che Gesù apre bocca con la folla nascono dialoghi contorti, derivanti dal fatto che parlano sempre di cose diverse… A livello di parole materiale e spirituale tendono a confondersi.

Qui sta il cortocircuito tra il religioso e lo spirituale: le parole sono le stesse, le aspirazioni e le modalità no! Il religioso, infatti, non prescinde mai dalle cose, lo spirituale le supera!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Un fornaio sempre aperto e, soprattutto, gratuito fa comodo agli uomini di ogni tempo della storia: chi riempie la pancia ha sempre buon gioco sulle folle.

Ma Gesù Cristo non è questo! Sebbene nessuno lo superi in premura e cura dei bisogni umani. Giovanni lo evidenzia parlando di “segno”: il prodigio non è fine a se stesso ma rimanda alla Pasqua!

Il legame pane-(corpo)-Pasqua è tanto chiaro dopo l’ultima Cena quanto oscuro prima di essa: i Vangelo, però, non sono “racconti” e vanno letti dalla fine!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 22 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Marco ci presenta un momento di “backstage”: gli Apostoli al rientro dalla loro (prima) missione raccontano a Gesù la loro esperienza di annuncio del Vangelo. Non ci sono commenti ma tanta stanchezza.

Gesù vede bene la stanchezza, sia degli Apostoli che della gente (che non lo molla un istante): ne prova compassione e sta con loro, dedica loro tempo.

Forse, davvero, la condizione di base dell’uomo è la stanchezza, il peso del non avere riferimenti adeguati, la dispersione: lo stare con Gesù, più che il suo operare, RIGENERA.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 15 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Lo stare con Gesù proprio del discepolo (e non del ‘fan’) non è fine a se stesso: Gesù per primo è un “mandato” e chi lo segue partecipa direttamente della sua missione.

Lo stare con Gesù nella vita (spirituale) ordinaria permette di conoscerlo per poter parlare di lui e del suo buon annuncio a chi non lo ha ancora incontrato.

Parlare di Gesù e del suo buon annuncio significa invitare alla conversione annunciando che in lui si offre una vita nuova… come la guarigione operata in suo nome.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 8 luglio

Sul Vangelo di oggi:

L’insegnamento di Gesù crea scandalo poiché dice (di Dio e) della vita umana cose che gli uomini Non si aspettano.

È strano come oggi le parole del Vangelo non turbino più, né mettano in discussione nessuno.

La vera profezia, d’altra parte, non punta al nuovo ma al più vero e alla conversione che deve derivarne!