Domenica 5 aprile (Le Palme)

Sul Vangelo di oggi:

La Passione di Gesù si realizza attraverso una serie di “consegne”: Giuda usa il verbo consegnare; Gesù è consegnato a Pilato e da questi ai crocifissori e poi a Giuseppe d’Arimatea.

Tuttavia è Gesù stesso che nell’Eucaristia si “diede” a noi: “prendete”… prima che altri andassero a “prenderlo”. In ogni modo egli è “preso”: c’è una passività radicale da parte sua.

È questo che ci stupisce e ci scandalizza: la passività di Dio, il suo non reagire… il suo non-combattere. Forse è una questione di ‘tempi’… Noi operiamo (solo) nel presente: Lui no!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Il rapporto di Gesù con la morte è davvero speciale: non la teme… ci si rapporta con superiorità e la sconfigge ‘casa sua’: nella tomba.

La lontananza iniziale di Gesù da Lazzaro, sottolineata dalle sorelle, sembra dire che Gesù e morte non possono coesistere: non c’è posto per entrambi.

Gesù non evita la morte: né quella di Lazzaro, né la propria. La morte non va evitata ma superata, contraddetta: solo così si vive davvero! Per (mezzo di) Dio.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 22 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Altro incontro-dialogo di/con Gesù nel quale è ancora Lui a prendere l’iniziativa: nessuno gli ha chiesto di “fare qualcosa” ma la circostanza (=la domanda dei discepoli) offre l’occasione.

In questi giorni va segnalato il punto di vista di Gesù sulla malattia: i peccati non c’entrano! C’è, però, qualcosa da capire alla luce delle opere di Dio: un punto di vista che a noi sfugge…

Gesù Cristo non è una medicina ma una luce che rende visibili molte cose… anche quelle che non si vogliono vedere: è questo il “giudizio” per il quale è venuto!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 15 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Il Gesù di Giovanni non fa molti miracoli ma pochi ‘segni’… né fa solo discorsoni alle folle ma dialoga molto con singoli… ai quali scava dentro mettendoli davanti a se stessi.

E proprio davanti al vuoto esistenziale (=l’acqua quotidiana), affettivo (=5 mariti+1 neppure tale), spirituale (=monte Garizin) di ‘se stessi’ propone se stesso come l’alternativa!

“Sono io che parlo con te”! Eppure fino a quel momento, pur garbatamente, le aveva detto solo dei “no”! Era (stato) tutto sbagliato!!! Acqua, uomini, dio! …e ‘questo’ diventa il (buon) annuncio!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 8 marzo

Sul Vangelo di oggi:

C’è una componente costitutiva della vita cristiana che si realizza "in disparte", fuori dalla quotidianità, in un’esperienza personalissima di Cristo.

Il cuore del cristianesimo non è né socialsociale, poiché ha nell’incontro con Dio e nel suo futuro la propria verità profonda.

Certo: dal monte si scende, e si deve scendere, ma è quell’esperienza che GUIDA la vita nella storia, che si concluderà nella gloria.

Domenica 1 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Dio non tenta nessuno, il Padre non ci “induce” in tentazione… certamente! Purtuttavia (è scritto anche): «Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo».

È interessante che proprio la semplificazione che taglia le parti ‘scomode’ della Scrittura sia ciò che il diavolo stesso opera come tentazione alla quale va risposto con «è scritto anche»…

Così pure: è interessante che alla tentazione dell’uso parziale della Scrittura si debba rispondere con il suo uso integrale… anche se ci costa ‘rinunciare’ ad un Dio più comodo

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d. Paolo Gherri
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Domenica 23 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Il Discorso della montagna è unitario e non può essere frammentato: un grande dinamismo ed equilibrio da non potersi frammentare e da cui non si possono isolare pezzi.

Gesù parte dall’insegnamento religioso comune ai suoi tempi, ritenuto il ‘volere di Dio’ (=la sua Legge) per mostrare che cosa invece Dio chiede e offre: pienezza, completezza.

Il fine (=telos) a cui tendere è la completezza (=teleiosis): l’assenza di assenze, la pienezza totale, il compimento di ciò per cui si esiste. È questo lo straordinario: Dio stesso!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 16 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Nel linguaggio dell’epoca di Gesù “Legge e profeti” indicano l’Antico Testamento come tale: la fede d’Israele… Quella fede d’Israele di cui Gesù, il Messia, è il pieno compimento.

La “Legge” di cui parla Gesù non sono i (613) Precetti del tardo Giudaismo, che egli condanna in Mc. 7, ma la storia di Dio col suo popolo (=la Torah): una storia vincolante!

D’altra parte: qualunque storia/relazione vera è vincolante! …e pone le basi per un futuro che non la rinneghi né la renda una formalità …ma la renda profonda e definitiva!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 9 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Sale e luce (così come altrove seme e lievito) sono realtà piccole che non impattano con forza (e violenza) sulla realtà stravolgendola, ma le offrono ‘qualcosa’ in più… com’è per sapore e colore.

Sale e luce, sapore e colore, non cambiano le cose… ma aiutano ad apprezzarle… offrono pienezza… significato… desiderabilità, gusto (a ciò che già esiste).

Il “voi siete” indica che questo è il senso e la funzione del cristiano! Questo: non altro! Il mondo non va rifatto… ma insaporito e illuminato (!!!). Diversamente si è inutili! Non si ha senso…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 2 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Il maschio primogenito (al di là di ogni riduzionismo ideologico) è il segno del futuro che Dio continua a rendere possibile: quel futuro che all’Egitto fu negato nella notte di Pasqua…

Il ‘futuro’ che Dio dona all’uomo deve essere riconosciuto e, come tale, “riscattato”, non per diventarne proprietari ma per esserne coscienti e farne tesoro.

Gesù è “il primogenito” per eccellenza: colui che fa da modello e metro di misura per tutto il resto… Ecco il suo essere “segno di contraddizione”!

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d. Paolo Gherri
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