Domenica 18 novembre

Sul Vangelo di oggi:

C’è una dimensione della predicazione di Gesù che da vari decenni è stata messa a tacere: il futuro, il ‘dopo’. Le doverose attenzioni “umanistiche” dell’epoca (post)conciliare le hanno spente completamente.

L’orizzonte in cui vedersi e comprendersi non esiste più: ci siamo solo noi… il resto non lo vediamo più. Un “noi” soltanto umano, intra-storico… ormai quasi soltanto “sociale”; un “noi” di fatto assente nel Vangelo(!)

Eppure Gesù rimanda con forza a quel ‘dopo’ e lo rende il fulcro, lo snodo, su cui far ruotare l’intero presente… in una tensione che a noi ormai manca del tutto… anche a livello spirituale.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 11 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Quello che Gesù propone e chiede senza sosta è un rinnovato rapporto con Dio: un rapporto che deve essere autentico poiché attraversa la persona nella sua interezza.

Occorre passare dal religioso allo spirituale: dall’ossequio alla dedizione, dal dare cose al dare se stessi… come la vedova povera… come Gesù stesso.

Sarà SOLO così, però, che il Vangelo porterà novità nella vita umana; farà la differenza. Solo così la fede non sarà misticismo o formalismo sociale o superstizioso.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 4 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Nel Giudaismo comando, obbedienza, ascolto, fanno parte della stessa dinamica in cui l’attenzione è posta sull’altro e sulla priorità da riconoscergli: l’altro che è Dio e il prossimo.

Questo vale allo stesso modo per il Cristianesimo: al centro c’è l’altro; un altro da ascoltare e prendere sul serio… un altro a cui dare credito, fiducia, priorità.

L’altro, poi, non è mai uno solo, in modo fusionale: “noi due”! L’alterità è complessa, articolata, aperta… sa differenziare, per riconoscere e ascoltare.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 28 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

La domanda di Gesù al cieco sembra assurda: come si fa a chiedere a un cieco che cosa desidera? Eppure Gesù lo fa spesso: non dà nulla per scontato, ed esige che chi lo cerca si manifesti anche.

Il cieco esplicita la propria richiesta, ma non a uno qualunque: egli chiama Gesù “Rabbunì” (= mio maestro) come farà poi Maria Maddalena, nel giardino, la mattina di Pasqua.

Con Gesù bisogna esporsi: lui non è uno dei tanti potenti… ma colui che vuole avere un posto importante nella vita degli uomini. Non basta chiedere, bisogna riconoscere!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 21 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Il potere rimane una delle grandi attrattive degli uomini, anche di quelli ‘religiosi’… senza che ciò sia percepito come problema. In fondo: che male si fa? Dov’è il male di “sedere” in alto?

Il cristianesimo, però, non è una morale/moralismo: non si tratta –prima di tutto– di bene e male in se stessi! Ma di un rapporto autentico con Dio… quello crocifisso!

Davanti a Gesù Cristo “noi vogliamo” e il servizio sono assolutamente incompatibili! Solo chi serve è una vera risorsa per l’umanità: gli altri consumano solo risorse…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 14 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Seguire Cristo (= essere suoi discepoli) non conosce né ammette “gradualità”; di principio! D’altra parte: non si possono “seguire” più strade contemporaneamente…

Seguire Cristo costituisce a tutti gli effetti un’alternativa di vita: un diverso modo di vivere rispetto alla “normalità” degli uomini. L’opposizione Cristo-ricchezza è chiara in merito.

Seguire Cristo –tuttavia– non è obbligatorio! Come in ogni vera alternativa dev’esserci una scelta ponderata. È possibile non seguirlo… e rimanere nella propria tristezza, anche eterna!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 7 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Ci sono pagine del Vangelo che volontariamente vogliamo ignorare, forse perché difficile interpretarle (= stravolgerle) piegandole alla “durezza del nostro cuore”!

I detti di Gesù sul Matrimonio non sono mai “in parabola” (cioè: immagini) ma sempre in polemica aperta e contestazione diretta anche delle Norme religiose ebraiche del tempo!

Per Gesù risposarsi “è” commettere adulterio (senza disparità di genere!)… ma anche nella Chiesa (di oggi) si continua a cercare un “Mosè” che legittimi (religiosamente) tale condotta…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 30 settembre

Sul Vangelo di oggi:

Nei Vangeli il tema della sequela (= andare dietro/seguire) di Gesù è fondamentale: Gesù non va ascoltato ma seguito! Credere e seguire si corrispondono.

Seguire Cristo crea identificazione con Lui: genera un “noi” che estende i confini e i significati della realtà e delle condotte (nel mio nome / siete di Cristo).

Ne deriva il necessario rispetto degli altri discepoli e di se stessi nel tutelare –anche in modo radicale– l’autenticità di questa identificazione con Gesù.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 23 settembre

Sul Vangelo di oggi:

Quella di Gesù non fu una (semplice) morte ma una vera uccisione; e non fu neppure una cosa che (semplicemente ) accadde ma venne preannunciata consapevolmente.

In troppe circostanze, ormai, all’interno del cristianesimo l’uccisione di Gesù risulta emarginata: Gesù non è più il crocifisso ma (solo) il buono, il perdonatore…

La distanza tra il pensare divino e quello umano non si è mai ridotta, nonostante l’evento della croce: anche davanti alla croce gli uomini non sanno cambiare le loro aspirazioni.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 16 settembre

Sul Vangelo di oggi:

L’identità di Gesù sta nel suo essere "il Cristo" (=il consacrato di Dio per cambiare il mondo): non il guaritore o il perdonatore a cui spesso viene ridotto!

Cambiare il mondo è il significato di realizzare il Regno di Dio che il Cristo ha annunciato e inaugurato.

La croce/morte è la soglia di accesso a questo Regno che si realizza contraddicendo la mondanità.