Domenica 18 aprile

Sul Vangelo di oggi:

Due elementi sembrano irrinunciabili nelle ‘apparizioni’ del Risorto: la sua fisicità (= mangia) e le Scritture. Due elementi che non possono andare persi per non perdere anche Lui.

Quelle del Risorto non sono ‘apparizioni’ ma presenze! I Vangeli scrivono che “Gesù in persona stette in mezzo a loro”! La dimensione fisica è irrinunciabile: il cristianesimo non è una ‘dottrina’.

Se “Cristo/Messia” non è il cognome di Gesù ma la sua identità… allora le Scritture sono irrinunciabili per conoscerlo! Solo la Scrittura ci porta al vero Cristo, salvandoci dalle nostre idee…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 11 aprile

Sul Vangelo di oggi:

Tommaso finisce sempre per monopolizzare le nostre attenzioni rispetto a questo episodio evangelico: sembra che la cosa più importante sia lui, invece di Gesù e del suo ‘gesto’.

Eppure Giovanni è chiaro: il risorto appare, dona pace (quella messianica!) e, soprattutto, “soffia” lo Spirito… come il Creatore che diede vita all’uomo (Gn. 2,7). Pasqua è una nuova creazione!

Ancora una volta ciò che preme a Gesù è il perdono dei peccati: è questa la nuova creazione! La prospettiva non coincide, però, con la ‘misericordia’: i peccati possono anche non essere rimessi…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 28 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Pochi giorni e chi gridava “osanna” poi grida “crocifiggilo”. Questa(!) è l’umanità che Dio ha assunto nell’Incarnazione. Non tanto o solo la ‘natura’ umana ma l’umano come tale.

In realtà ciò fa davvero problema all’uomo non è la morte ma la sofferenza… tanto che nella sofferenza, spesso, invoca la morte …per finirla lì…

Per Dio, invece, è il contrario: il ‘suo’ problema è la morte. È questa che dev’essere sconfitta! La sofferenza è un ‘mezzo’ – tutto sommato– accettabile per vincere la morte!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 21 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Gesù continua a parlare di se stesso, del suo rapporto col Padre, del suo futuro di sofferenza e successiva gloria… tutte cose che da tempo sembrano non avere più alcun rilievo.

Gesù non va “visto” (non è un ‘fenomeno’ da circo!) ma va servito, per stargli vicino (= seguirlo) ora e nell’eternità. Ciò però pone un problema: servirlo e imitarlo: sono la stessa cosa?

C’è una battaglia in corso e ci scapperà il morto! Ma proprio questo morto-ammazzato sarà il ‘virus’ (che non si può uccidere!) che diventerà pandemico contro il principe di questo mondo…

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Domenica 14 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Spesso il Vangelo secondo Giovanni è presentato come “spirituale”; in realtà, invece, dev’essere accolto come teo-logico nel senso più profondo e vero: un discorso su Dio stesso (= Teo-logia)!

È infatti in modo costante che Giovanni dice cose su Gesù come tale e per bocca di Gesù stesso, rivelando ciò che gli uomini non possono raggiungere da soli: per questo si tratta di “annuncio”!

Come Luca riporta sulla bocca di Simeone: Gesù è (e deve essere) segno di contraddizione, discrimine, ‘oggetto’ di scelta e decisione personale… Per i Vangeli non c’è alternativa: solus Cristus!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 7 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Giovanni, come spesso nel suo Vangelo, ci presenta un Gesù che prende iniziative… che non risponde a richieste di ‘bene’ da ricevere, ma propone un ‘beneda individuare e realizzare.

‘Questo’ Gesù non opera a partire da ciò che gli uomini chiedono (=ben-essere) ma da ciò che chiede il Padre suo: un rapporto autentico con Dio, l’unico vero bene. Tutto il resto è solo “segno”.

Ancora una volta, per Giovanni, questo manifesta ‘chi’ è davvero Gesù e in che cosa egli faccia davvero la differenza e perché lo si debba prendere sul serio: la sua risurrezione!

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Domenica 28 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

La trasfigurazione: un altro episodio “di” Gesù e “su” Gesù! Quanti sono nei Vangeli gli episodi che non dicono cosa fa Gesù ma chi è Gesù? Per Marco è chiaro che “il” Vangelo “è” Gesù come tale!

Marco aveva già iniziato così: nella bi-valenza tra il Vangelo che Gesù ‘dice’ e il Vangelo che Gesù stesso “è”! Il trasfigurato “è” colui che risorgerà! Non ci sono dubbi: questo è il Vangelo!

Spesso Gesù ‘parla’ di sé. Molto più spesso di quello che ci sembra e ricordiamo! Troppo spesso, però, a noi non interessa lui ma quello che (anche) Lui ha detto… Le parole non il verbo fatto carne…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 21 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Il 1° Vangelo scritto va all’essenziale: Gesù nel deserto, 40 giorni, tentato da Satana. Questo è il fatto! Marco è ancora legato ai fatti, più che ai loro modi e comprensibilità per l’uditorio.

Anche Colui che è ricolmo di Spirito santo è distante (socialmente), a lungo e tentato. Questa è la condizione di ogni persona di fede, di ogni persona spiritualemai, però, sola!

Da questa condizione, una volta superata, sgorga il Buon Annuncio (=Vangelo): la vicinanza del Regno di Dio… del suo rapporto con la realtà storica, in una nuova comprensione di sé (=conversione).

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d. Paolo Gherri
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Domenica 14 febbraio

Sul Vangelo di oggi:

Marco continua a raccontarci Gesù che risana, tuttavia, (solo) quando cercato e richiesto: è la gente che lo cerca e Lui risponde… in modo riservato, quasi nascosto.

Per i Vangeli non si tratta di (vera) guarigione: il verbo usato per la lebbra è “purificare”… la lebbra era questione (simbolica) morale e spirituale, non sanitaria (=ciechi, storpi, muti…).

C’è un silenzio che Gesù impone ai beneficiati: i teologi lo hanno chiamato “segreto messianico” a protezione della sua ‘missione’ non politica… ma forse neppure sanitaria o sociale (?)

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d. Paolo Gherri
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