Domenica 31 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Giovanni, prima che narratore di fatti specifici (che pure racconta), è illustratore di loro significati fondamentali ed eterni: così è anche per la Pasqua di Gesù, che non è solo un ‘fatto’.

Quello che Dio ‘fa’, anche in Gesù, ha uno scopo, un fine, a nostro vantaggio: incarnazione, passione, morte e risurrezione, servono contro il peccato, per la sua remissione.

Oggi, però, questo lo abbiamo perduto! Il “peccato” non appartiene più alle parole e significati del cristianesimo (social)! Eppure la sua remissione era l’esito, lo scopo, della Pasqua…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Il ‘mandato’ che Gesù consegna agli “undici” è un mandato discepolare e non contenutistico, come molti vorrebbero lasciar intendere. Non si tratta di ‘valori’ ma di sequela!

La ‘consegna’ è chiara: fare discepoli (all’imperativo), attraverso Battesimo e insegnamento (al gerundio), per generare osservanza dei suoi comandi… questo infatti è il discepolato!

Quando il “Buon Annuncio” diventa ‘dottrina’ e questa si ‘fissa’ in valori oggetto di dialogo, condivisione e contemperamento… Gesù Cristo e la sua sequela spariscono… e così i suoi discepoli!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 17 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Per Gesù l’amore è relazione e non sentimento: una relazione che condiziona la vita poiché esige osservanza di “comandamenti”… che non sono ordini, ma neppure (solo) desideri.

L’invio di un “altro” Paraclito (=chiamato accanto) dice qualcosa di Gesù stesso: è lui il primo-vero Paraclito, che si è “fatto accanto” a noi, dentro la Storia… “nel” mondo.

Ed ecco “il mondo”: come luogo (=la Storia), oppure come soggetto che resiste e si oppone a Dio, completamente estraneo alla verità di Dio che Gesù ha fatto conoscere.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 10 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Eccoci davanti al “vangelo”, al “buon annuncio”: c’è una dimora nella quale ci hanno preparato un posto per l’eternità! E per il quale abbiamo il ‘biglietto’… e dovremmo essere in viaggio.

Purtroppo, però, rischiamo di perdere il volo perché distratti dalle stramberie di questo grande ‘aeroporto’ che è il mondo: pieno di stands di cose strane e, a modo loro, interessanti.

La prossimità (=qui-adesso) sta scalzando la vera destinazione (=là-dopo). Forse il lockdown può ricordarci il perenne rischio di non partire più: non è detto che ci siano voli successivi…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Il Vangelo non è una macedonia ma un frappè: non si possono prendere solo alcune cose preferite (kiwi, sì; banana, no). Il “bel/buon pastore” è un estetismo gradevole; la porta unica: meno!

Il (romantico) “buon pastore” non è il centro del Cap. 10 di Giovanni, che fa un discorso ben diverso! Non si tratta di accarezzare le pecorine… ma di accettare che solo Cristo salva!

«Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e briganti»: è una questione di ‘tempi’ oppure sulla diversità da Lui? Quante sono le porte che non si spalancano sul nulla?

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d. Paolo Gherri
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Domenica 26 aprile

Sul Vangelo di oggi:

Il “giorno dopo il sabato”, il “primo giorno della settimana”, la Pasqua (e la domenica) è il “giorno del Signore”: dies dominica. Il giorno in cui lo si incontra risorto, se ne fa esperienza.

È un giorno ‘diverso’… aperto sul mistero: così è per i due di Emmaus che “conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto”… col volto triste di chi si aspettava una ‘liberazione’.

Ma neppure a Emmaus accade nulla di nuovo, anzi: è il ricordo che fa la differenza. Il ‘ricordo’ delle Scritture, il ricordo di ‘quello’ spezzare il pane. Si tratta di ricordare per capire!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 19 aprile

Sul Vangelo di oggi:

L’Evangelista Giovanni, che non scrive per raccontare ma “perché crediate”, evidenzia il legame strutturale tra la Pasqua di Gesù e il perdono dei peccati che ne deriva e ci consegna.

In effetti (e continuano a non dircelo!): il centro di tutto è ‘quello’: il peccato… non però ‘in sé’ (com’è stato per secoli) ma ‘per noi’: all’ospedale (da campo) va solo il malato…

Quale utilità a crocifiggere uno che parla di ‘aMmore’? Uno, invece, che ti chiede di convertirti, di vivere una verità che non sei tu… crea problemi… anche se non ti ha fatto alcun male!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 5 aprile (Le Palme)

Sul Vangelo di oggi:

La Passione di Gesù si realizza attraverso una serie di “consegne”: Giuda usa il verbo consegnare; Gesù è consegnato a Pilato e da questi ai crocifissori e poi a Giuseppe d’Arimatea.

Tuttavia è Gesù stesso che nell’Eucaristia si “diede” a noi: “prendete”… prima che altri andassero a “prenderlo”. In ogni modo egli è “preso”: c’è una passività radicale da parte sua.

È questo che ci stupisce e ci scandalizza: la passività di Dio, il suo non reagire… il suo non-combattere. Forse è una questione di ‘tempi’… Noi operiamo (solo) nel presente: Lui no!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 29 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Il rapporto di Gesù con la morte è davvero speciale: non la teme… ci si rapporta con superiorità e la sconfigge ‘casa sua’: nella tomba.

La lontananza iniziale di Gesù da Lazzaro, sottolineata dalle sorelle, sembra dire che Gesù e morte non possono coesistere: non c’è posto per entrambi.

Gesù non evita la morte: né quella di Lazzaro, né la propria. La morte non va evitata ma superata, contraddetta: solo così si vive davvero! Per (mezzo di) Dio.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 22 marzo

Sul Vangelo di oggi:

Altro incontro-dialogo di/con Gesù nel quale è ancora Lui a prendere l’iniziativa: nessuno gli ha chiesto di “fare qualcosa” ma la circostanza (=la domanda dei discepoli) offre l’occasione.

In questi giorni va segnalato il punto di vista di Gesù sulla malattia: i peccati non c’entrano! C’è, però, qualcosa da capire alla luce delle opere di Dio: un punto di vista che a noi sfugge…

Gesù Cristo non è una medicina ma una luce che rende visibili molte cose… anche quelle che non si vogliono vedere: è questo il “giudizio” per il quale è venuto!

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d. Paolo Gherri
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