Domenica 21 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

Il termine “Vangelo” come usato da Marco indica sia quello che lui scrive, sia quello che Gesù ha detto sia quello che egli ha fatto.

Vangelo = “annuncio sperato” che apre un futuro… Annuncio da vivere e non da sapere soltanto e che chiede un cambio di vita: la conversione.

Annuncio è diverso da informazione: non si tratta di contenuto ma d’impatto, di premesse e conseguenze. Coinvolge la vita non la testa!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 14 gennaio

Sul Vangelo di oggi:

“Rabbi” “Messia” “Cefa”: tre parole che Giovanni “traduce” per indicarne il significato… questo perché la fede non è emozione, sentimento

La fede esprime e attribuisce significati: la realtà “umana” non è puramente funzionale/operativa a livello fisico-chimico-biologico ma ha bisogno di dire/trasmettere “qualcosa” che riguarda il senso di ciò che si sperimenta: senso che spesso è una relazione, come: maestro, salvatore…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 31 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Per l’evangelista Luca, Gesù è prima di tutto “segno di contraddizione” davanti al quale vengono svelati i pensieri di molti cuori.

È la stessa prospettiva di Giovanni, per il quale Gesù è la luce che illumina (=svela) la realtà che già è presente, ma tenebrosa.

Come dire che il vero Gesù non fa miracoli ma domande profonde, che fanno emergere i pensieri che ciascuno porta in sé anche senza saperlo.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

“Piena di grazia” è un’espressione che lascia senza parole poiché mette davanti al cuore stesso del modo di agire di Dio: la gratuità.

“Gratis”, cioè senza costo, né presupposti, né condizioni, né meriti… è il modo a noi più comprensibile per dire cosa sia “grazia”.

“Gratuitamente” va d’accordo con liberamente… Ed è solo la gratuità che lascia liberi e rende liberi… anche di lasciarsi coinvolgere.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 17 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

La storia umana è popolata di personaggi che con la loro autenticità attirano attenzione e suscitano domande a cui si tenta di sfuggire.

Davanti al “nuovo” l’uomo non si misura subito con esso ma vuole “garanzie”, la prima delle quali è l’identità di chi lo propone: chi sei?

Chi ha davvero qualcosa di nuovo da proporre non propone se stesso ma aiuta a guardare avanti: si fa voce e non parola, indica un cammino.

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Domenica 10 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

L’Evangelista Marco ha “creato” un genere letterario nuovo nel linguaggio religioso: euaggelion… fissando un insieme di fatti e parole.

“Vangelo” è una notizia (quasi) troppo bella per essere vera: una “notizia”, non semplici parole… C’è dietro un fatto… una persona: Gesù!

E tale notizia insperata (+ che solo: buona!) riguarda una vita nuova, convertita, autentica: lontano dal peccato che distrugge l’umanità.

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Domenica 3 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Leggendo con attenzione i Vangeli si vede che le cose di cui Gesù si è “interessato” sono state poche: una che non è mancata e l’eternità

Un cristianesimo immanentista, senza proiezione oltre la storia, è inautentico: la “venuta” finale di Gesù è costitutiva del Vangelo.

D’altra parte è noto che i Vangeli vanno letti partendo dalla fine… non solo loro, ma soprattutto nostra: è quella che condiziona l’oggi.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 26 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Gesù parla di 3 cose importanti: 1) un evento futuro (=la parusia), 2) una dinamica (=il giudizio), 3) una logica d’azione (=i piccoli).

Il cristiano non può prescindere dalla promessa/attesa del ritorno definitivo del Signore Gesù a conclusione e giudizio della storia.

Misura del personale apporto alla storia non saranno né sentimenti né idee ma fatti concreti: quelli a vantaggio dei piccoli dell’umanità.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 19 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Il discorso di Gesù rimane al futuro: “avverrà”, configurandosi come informazione e non spiegazione (come le parabole sul Regno: simile a…).

Cuore della parabola è il rendiconto della fiducia ricevuta, accolta e vissuta. Il dono può essere un’opportunità da cogliere per investire.

Non cogliere la fiducia rende colpevoli. Il peccato è proprio rifiutarsi di partecipare all’opera di Dio attraverso la nostra vita.

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d. Paolo Gherri
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