Domenica 15 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

L’operare di Gesù, come quello di ogni uomo nella storia, è ambiguo: può essere letto in molti modi, anche molto diversi. È l’ambiguità dei gesti, senza il loro “perché”. Non basta fare!

Il Messia che Giovanni aspettava era molto diverso da come Gesù si è presentato: una diversità però di solo stile; Gesù infatti compiva le promesse messianiche.

Stili e modi possono creare ambiguità e confusione; è il compiersi della promessa che offre la soluzione. Bisogna però aver chiaro quale è la promessa del ‘nostro’ Dio…

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d. Paolo Gherri
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Domenica 8 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

Sembra che Maria sia più turbata per il saluto che riceve che non per chi la sta salutando: un angelo! L’angelo non crea problema, il suo saluto sì…

Chi mai s’interroga sul “senso” di un saluto che riceve? Eppure è questo che turba Maria: che senso hanno quelle parole? Il fatto (=l’angelo) cede innanzi al senso

Questo, però, è corretto: nella fede conta il senso, non i fatti come tali! È il senso che ALIMENTA la vita… i fatti la ingombrano soltanto… E la fede è il dizionario del senso!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 1 dicembre

Sul Vangelo di oggi:

A Gesù piace il futuro, non però quello di “domani”, ma quello definitivo, eterno. È di quello che spesso parla ed è a quello che ci vuole attenti.

Il Vangelo, d’altra parte, è annuncio… e non si annuncia il passato, né il presente. Se leggiamo bene il Vangelo ci dobbiamo accorgere che Gesù guarda sempre al futuro.

Un futuro da attendere e da preparare con vigilanza attiva. Il cristianesimo non è inerziafatalismo ma quotidianità consapevole perché orientata, intenzionale, proiettata al futuro di Dio.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Regalità”, “sovranità”, “signoria”… tutte parole di altri tempi: modi figurativi per esprimere aspetti (o parti) della realtà delle quali si ha una percezione ma non una vera comprensione.

Esiste poi una forte bivalenza ed ambiguità: si deve scegliere tra potere/potenza e libertà. Gli uomini cercano il potere, Dio cerca la libertà. In croce Gesù è libero dal potere!

È l’antitesi massima: uccidere è potere, dare la vita è libertà! …E Gesù dà la vita (eterna) anche ad altri. Anche “dare la vita” è bivalente”… È questa la regalità di Gesù.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 17 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Quante volte Gesù dice cose che non c’entrano assolutamente nulla con quello che noi diciamo di Lui? Si tratti pure di un “genere letterario” ma i contenuti rimangono altro dalla forma!

Perché Gesù fa, e i Vangeli ci riportano, discorsi su argomenti che non vengono (più) proposti ai cristiani? Gli stavano a cuore cose diverse da quelle che propongono a noi?

Esiste una “fine”: delle cose, della storia… ma al ‘Salvatorenon interessa! C’è altro, che viene prima: il rapporto di ciascuno con Lui, nel quale si deve perseverare.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 10 novembre

Sul Vangelo di oggi:

La risurrezione è il cuore del Vangelo di Gesù Cristo! Tolta quella restano parolebelle, ma parole. Parole che molti uomini hanno saputo dire, unite anche a gesti eroici ma Cristo non è questo…

Il Vangelo di Gesù Cristo non è parole né gesti! È il “buon annuncio” che la morte non conta, non fa nessuna differenza… e non può e non deve tenere prigioniera la vita umana.

Ma c’è un ‘particolare’ politically scorrect: l’eternità sarà SEX FREE! Ci vuole ben altro per dare pienezza all’esistenza personale… Posso dirlo e farlo vedere (=testimoniarlo)?

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 novembre

Sul Vangelo di oggi:

Anche questa volta (come al Cap. 15) Luca ci presenta non poveri e sofferenti ma un peccatore istituzionale: uno di quelli che hanno venduto l’anima a Mammona, oltre che ai Romani.

Ricco, potente, probabilmente sano… Eppure incuriosito: insoddisfatto anziché bisognoso, peccatore anziché malato o miserabile… ed è questo che attiva Gesù: il bisogno di salvezza anziché di salute.

E ritorna la logica di Lc 15: il “perduto”, cercato e salvato! Gesù è molto più profondo dei benefici che reca a qualcuno intorno a Lui: cerca vite da strappare al male, prima che alla sofferenza

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d. Paolo Gherri
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Domenica 27 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Come si sta ‘davanti’ a Dio? In piedi in prima fila o a occhi bassi in fondo? Qual è il posto giusto? E il modo giusto? E che cosa si ‘dice’ a Dio? Ciò che interessa a noi oppure a Lui?

Forse dipende da chi è Dio per noi… Il certificatore o il salvatore… Colui che conferma la mia vita, oppure che la cambia radicalmente dandole nuove possibilità.

Le ‘certificazioni’, però, hanno un loro fascino… e spesso si possono auto-produrre! Riconoscere di non essere all’altezza e di non farcela da soli è tutta un’altra storia… ed esige l’Altro!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 20 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

Tra le cose che più premono a Gesù c’è la preghiera: tanta preghiera! Così tanta da occupare una parte significativa del suo tempo: intere notti.

Una preghiera che è costanza… forse meglio che insistenza! Anche perché il centro dell’insegnamento non è il nostro chiedere, ma il rispondere “prontamente” del Padre!

C’è però un altro elemento strettamente connesso alla preghiera: la fede! Sono come i ‘poli’ di una batteria: lavorano insieme… e possono finire di operare! Brutto dubbio quello di Gesù!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 13 ottobre

Sul Vangelo di oggi:

“Purificàti”, “guarito”, “salvato”: l’incontro di Gesù con la vita delle persone può avvenire a molti livelli non equivalenti. Con incidenze anche deludenti: 1 su 10! Che meravigliano Gesù stesso.

Anche la fede ha molti livelli non equivalenti: un conto è chiedere, cosa molto diversa è riconoscere. Cosa, però, cerca Gesù? La richiesta o la relazione con Lui che deriva dal suo intervento?

Solo il riconoscimento di Cristo e la relazione con Lui salvano! Non importa chi sei (=samaritano/straniero) ma come reagisci all’incontro con Gesù! C’è un salto tra ‘bene’ e fede!

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d. Paolo Gherri
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