Domenica 22 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Marco ci presenta un momento di “backstage”: gli Apostoli al rientro dalla loro (prima) missione raccontano a Gesù la loro esperienza di annuncio del Vangelo. Non ci sono commenti ma tanta stanchezza.

Gesù vede bene la stanchezza, sia degli Apostoli che della gente (che non lo molla un istante): ne prova compassione e sta con loro, dedica loro tempo.

Forse, davvero, la condizione di base dell’uomo è la stanchezza, il peso del non avere riferimenti adeguati, la dispersione: lo stare con Gesù, più che il suo operare, RIGENERA.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 15 luglio

Sul Vangelo di oggi:

Lo stare con Gesù proprio del discepolo (e non del ‘fan’) non è fine a se stesso: Gesù per primo è un “mandato” e chi lo segue partecipa direttamente della sua missione.

Lo stare con Gesù nella vita (spirituale) ordinaria permette di conoscerlo per poter parlare di lui e del suo buon annuncio a chi non lo ha ancora incontrato.

Parlare di Gesù e del suo buon annuncio significa invitare alla conversione annunciando che in lui si offre una vita nuova… come la guarigione operata in suo nome.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 8 luglio

Sul Vangelo di oggi:

L’insegnamento di Gesù crea scandalo poiché dice (di Dio e) della vita umana cose che gli uomini Non si aspettano.

È strano come oggi le parole del Vangelo non turbino più, né mettano in discussione nessuno.

La vera profezia, d’altra parte, non punta al nuovo ma al più vero e alla conversione che deve derivarne!

Domenica 1 luglio

Sul Vangelo di oggi:

La Bibbia ci mostra spesso situazioni in cui persone –anche molto diverse– fanno cose prodigiose… Questo, però, non ha sempre un legame con Dio (sic!).

Per Gesù la fede è irrinunciabile: una fede che consiste nell’entrare in rapporto diretto con lui! I fatti (=l’averlo toccato) non (gli) bastano!

La fede biblica (evangelica, a maggior ragione) è fatta di relazioni: con Dio ci si relaziona! …non lo si “usa” per i propri fini personali… di nascosto, quasi a sua insaputa!

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d. Paolo Gherri
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Domenica 24 giugno

Sul Vangelo di oggi

Dare il nome è una delle attività più significative che gli uomini compiono: un’attività che riguarda prima di tutto il valore della persona e il suo "destino"; è un po’ come creare, insieme a Dio.

Giovanni è un nome nuovo e inatteso che rompe la scontatezza di una religiosità sincera ma statica, che prega ma non spera, lasciando irrompere la promessa di Dio e il suo futuro nuovo.

I segni dell’agire di Dio creano meraviglia e attesa in chi li sa cogliere come tali; ogni azione di Dio, infatti, è promessa che prepara un futuro sempre inatteso per gli uomini e le loro aspirazioni sempre troppo piccole.

Domenica 17 giugno

Sul Vangelo di oggi:

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla non è un luogo (come fosse uno Stato politico) né una realtà materiale come quelle con cui gli uomini si rapportano di solito.

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla assomiglia a uno "stato di cose" o anche ad una "dinamica relazionale"… qualcosa come internet, non è un ‘dove’.

Il "Regno di Dio" di cui Gesù parla ha alcune caratteristiche di solito estranee all’agire umano: gradualità, sproporzione, autonomia (seme-albero).

Domenica 10 giugno

Sul Vangelo di oggi:

Tutto il Vangelo secondo Marco è costruito intorno alla domanda: “chi è questo qui?” Uno che dice e fa cose del genere non è certo come tutti gli altri! Che cosa si deve pensare di lui?

I parenti pensano che sia “fuori di sé” e vorrebbero riportarlo a casa; gli scribi lo accusano di essere un emissario del demonio: modi diversi per non lasciarsi interrogare da Gesù.

E Gesù capovolge ulteriormente le cose: è Satana che deve fare i conti con lui… così come la vera ‘parentela’ di Gesù non è quella che lo censura ma quella che come lui obbedisce al Padre.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 3 giugno – Corpus Domini

Sul Vangelo di oggi:

Per l’Evangelista Marco il gesto eucaristico in senso proprio è quello del darsi/offrirsi di Gesù e non quello del mangiare e bere, che è solo conseguenza.

Mangiare e bere sono presenti ma non esplicitati poiché l’attenzione non è su quello che facciamo noi ma su quello che ha fatto Gesù: essi, soltanto, completano il suo gesto.

L’Eucaristia si riceve sempre, non la si prende! È questo il senso più vero e profondo dei molti “riguardi” che la Chiesa ha sempre avuto e sollecitato verso l’Eucaristia.

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d. Paolo Gherri
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Domenica 27 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Matteo riporta la formula battesimale che sarà adottata come l’unica autenticamente cristiana ed ecclesiale: quella trinitaria, che esprime il nucleo più profondo della fede evangelica.

Il ruolo di Gesù è irrinunciabile e costitutivo ma non “esclusivo”! Come spesso emerge in Giovanni: c’è una dinamica relazionale entro cui Gesù si coglie e propone.

Il Padre e il Paraclito (=chiamato accanto) sono parte del Buon Annuncio… ed anche loro sono indicati come “relazioni”, così come il “Messia/salvatore”: ci sono sempre altri

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d. Paolo Gherri
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Domenica 20 maggio

Domenica 20 maggio

Sul Vangelo di oggi:

Nella Cena e Passione di Gesù secondo Giovanni primeggia la verità, di cui egli stesso è portatore e testimone (=martire)… ma alla quale nessuno pare interessato.

Il Paraclito (=chiamato accanto) è presentato proprio come lo “spirito della verità”: è questo che sarà donato ai discepoli affinché accedano alla verità.

Si tratta di una verità non-cognitiva (=su esseri/enti) ma esistenziale, che riguarda relazioni ed attività di Dio verso l’umanità: la salvezza!

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d. Paolo Gherri
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